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sabato 20 luglio 2013

Tiramisù al limone

 
 ...ed ecco il Tiramisù preparato con i savoiardi al limone del post precedente...
copiato spudoratamente da un inserto di PiùDolci.
 
Ingredienti:
5 tuorli
5 albumi
180 g di zucchero
500g di mascarpone
70 g di succo di limone filtrato
limoncello q.b
Per decorare:
 rondelle di limone,
scorzette grattugiate,
fragole
 foglioline di menta.
 
Bollite il succo di limone per due minuti, con 100 g di zucchero.
 
 Otterrete 170 gr di sciroppo, di cui 70 g da tenere da parte per la bagna.
 
Montate i tuorli versando a filo 50 g di sciroppo bollente,
 poi montate gli albumi con altri 50 g di sciroppo caldo
 e 80 g di zucchero versato in tre riprese.
 
 
Sbattere leggermente il mascarpone con tre cucchiai di limoncello,
 poi incorporatevi prima i tuorli montati, quidi gli albumi.
 
 
 
 
 Disponete sul fondo di una terrina
uno strato di savoiardi inzuppati leggermente
 con una bagna costituita dallo sciroppo tenuto da parte
 e da 30 g di limoncello e coprite con metà della crema al mascarpone.
 
Di nuovo uno strato di biscotti e finite con uno strato di crema.
 
 
 Spargete sulla superficie scorzette di limone grattugiate
e decorate con fettine di limone,
 fragole e foglioline di menta.



 Buon dessert!




martedì 9 aprile 2013

Mini Pavlova alle fragole





Lo spunto per la realizzazione di questa idea, perchè,  
più che una ricetta, è un'idea,
 l'ho avuto lo scorso anno
quando sono venuti a casa mia
 un gruppo di amici, provenienti da mezza Italia.
 
Una di queste amiche, Daniela, è nata e vissuta per diversi anni in Australia, per cui ha voluto deliziarci con IL dolce tipico della sua terra d'origine:
 
 la Pavlova.
 
Si tratta di un guscio di meringa che fa da contenitore
 ad un'esplosione di frutta fresca adagiata
 su un letto di panna montata.
Poichè in cucina gli albumi restano sempre,
e c'è il problema di smaltirli,
 ho pensato di trasformarli, invece che in banali meringhe,
 
in Pavlove monoporzione.
 
 
Questi che vedete sono ripieni di fragole e panna,
 ma si possono usare tutte le varietà di frutta,
 sia in macedonia, che singolarmente,
 a seconda dei gusti e della stagione.
 
 
 
 
Praticamente ho fatto una meringa pesando gli albumi
ed aggiungendo il doppio del loro peso di zucchero semolato.
 Ho montato il composto a neve fermissima con le fruste elettriche,
ho riempito una sac à poche con bocchetta a stella e,
 su di un foglio di carta forno 
 ho realizzato dei dischi di circa 4/5 cm di diametro;
poi sulla circonferenza ho deposto dei ciuffetti per ottenere il bordo.
Di solito li faccio seccare nell'essiccatore a 70° finchè sono belli asciutti,
 ma possono essere asciugati in forno a temperatura bassissima,
 avendo l'accortezza di tenere lo sportello del forno a fessura,
 interponendo il manico di un cucchiaio di legno.
I gusci si conservano anche per una decina di giorni,
basta preservarli dall'umidità;
di solito li conservo ben chiusi
 in un sacchetto di cellophane per alimenti.
 
 
Al momento di servirli, è sufficiente riempire i gusci
con panna montata e la frutta prescelta:

 
un dessert veloce e di sicuro successo!

giovedì 26 aprile 2012

Mandurlin dal Pont...ricetta della mia maestra


...la mia maestra...una persona di cui ho un ricordo stupendo!
...non so se lei lo avesse di me...penso di averla fatta disperare...da bambina avevo l'argento
vivo addosso...non ero capace di stare ferma al mio posto...a quei tempi era impensabile!!!
Ricordo che alla mamma, durante i colloqui, diceva che se tutte le sue alunne fossero state come me, non avrebbe potuto insegnare...
Ero anche una bimba inappetente, non mi piaceva quasi niente!
Però quei dolcetti che la maestra aveva in un paniere, coperto da un canovaccio, appeso al manubrio della bicicletta, quel giorno che io e la mamma la incrociammo durante una passeggiata, quei dolcetti, appunto, mi sono piaciuti proprio tanto...così la mamma le chiese la ricetta, che poi ha trascritto su un quadernetto a righe.

Erano i 

 Mandurlin dal Pont


cioè i Mandorlini di Pontelagoscuro, una frazione di Ferrara, il paese dove allora abitavo e di cui era originaria la mia maestra.
Dopo diversi anni, prendendo in mano un libro di ricette regionali, ho scoperto che era proprio un dolcetto tipico solo di quel posto, e di cui non si conosceva bene la ricetta.
Ho fatto parecchie ricerche anche in rete, ma, quelle che ho trovato, erano tutte ricette che indicavano la cottura a bagnomaria del composto albume e zucchero.
Naturalmente, invece, ho voluto seguire fedelmente la ricetta che mi è stata data.

Ho fatto doppia dose, per cui:

Ingredienti:

2 albumi
200 g di zucchero semolato
200 g di mandorle pelate
70 g di farina 00 (in Emilia viene chiamata fiore di farina)

Per prima cosa ho tostato leggermente le mandorle e, intanto che si raffreddavano, ho montato a neve ben ferma gli albumi ed ho poi aggiunto, a fruste in movimento, lo zucchero, montando ancora
un po', ottenendo così un composto molto sostenuto.

Con l'aiuto di una spatola di silicone, ho aggiunto prima le mandorle, poi la farina setacciate, ho mescolato accuratamente. Come ben si vede, il composto è molto consistente.


Non ho unto di burro, nè spolverizzato di farina la placca del forno, ma l'ho ricoperta di un comodissimo foglio di carta forno, su cui, con l'aiuto di un cucchiaio,
ho disposto il composto a mucchietti.
Ho poi infilato la placca nel forno preriscaldato a 160°C e l'ho lasciata per circa 20 minuti,
fino a doratura.



In un cestino, appena sfornati!


Un primo piano...


Buon...sgranocchiamento!!!